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San Vincenzo al Volturno

Agli inizi dell’agosto scorso la comunità di monache presenti nel monastero benedettino di "S. Maria delle rose" a Sant’Angelo in Pontano, in provincia di Macerata, era di 23 sorelle, tra monache, novizie e postulanti.  Il terremoto del 24 agosto 2016 ha non solo danneggiato la struttura del monastero di pietra , ma anche scombussolato la vita della comunità monastica, alla pari di tante famiglie e persone dei territori vicini. Scaraventate dal letto nel cuore della notte, le sorelle si sono trovate a dover abbandonare il monastero e a dover trovare un luogo dove poter riprendere la vita monastica.

Il numero maggiore si è trasferito nell’antico monastero di S. Vincenzo al Volturno, in provincia di Isernia, che l’Abbadessa di S. Angelo aveva visitato giorni prima, perché abbandonato da circa un anno. Un gruppetto è rimasto a S. Angelo, nella Casa della Divina Pastora, immobile utilizzato per ospitare gruppi e famiglie per ritiri spirituali, fuori dell’abitato e non danneggiato dal terremoto.  A San Vincenzo le monache hanno dovuto sobbarcarsi al ripristino del monastero, pur trovandosi quasi del tutto prive di quanto lasciato, che in parte hanno potuto farsi inviare. È in questo contesto che, pur avendo ricevuto da benefattori dei frigoriferi, per una comunità così numerosa e  perché i rifornimenti
provenienti da donazioni non sono regolati dal fabbisogno giornaliero, era emersa la necessità di acquistare delle celle frigorifere.

Ma, nelle ultime settimane, ecco emergere una situazione imprevista: il vescovo di S. Angelo preme perché le monache ritornino, utilizzando la Casa della Divina Pastora, e l’abate di Montecassino ci tiene che S. Vincenzo non venga nuovamente abbandonato.  E così che si prospetta la possibilità di fondare, all’interno della comunità delle monache, una nuova comunità che rimanga a S. Vincenzo.  Sono otto, tra monache e postulanti, che si offrono di rimanere e che vengono presentate dall’abate il 22 gennaio, festa di S. Vincenzo, ad una abbazia affollata e festosa, alla presenza delle quindici sorelle che l’indomani sono ripartite per S. Angelo. Suor Elisabetta, l’Abbadessa, Madre di riferimento per entrambe le comunità, decide che, quanto raccolto attraverso la sottoscrizione, rimanga a disposizione della comunità di S. Vincenzo.

Con la nuova situazione, però, variano le priorità: le celle, per un numero così ridotto, non sono più indispensabili, mentre necessario diventa provvedere per la cappella, cuore della vita monastica, la realizzazione del coro in legno che sostituisca le panche, attualmente utilizzate. Il costo dell’opera, dignitosa quanto basta, ammonta a euro 7.930,00 .

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2016:  
abbiamo ricevuto una donazione di 1.000,00 euro da TESMAPRI S.P.A.

2017 :
abbiamo ricevuto 6.100,00 euro
- una donazione di 1.000,00 euro da  Centottanta Gradi
Società Cooperativa Sociale
- una donazione di    500,00 euro da  L'Aquilone Società Cooperativa Sociale Onlus
- una donazione di  3.000,00 euro è pervenuta direttamente alle suore benedettine dal Serra Club Italia
-
una donazione di    500,00 euro da una persona fisica
- una donazione di    500,00 euro da una persona fisica
- una donazione di    200,00 euro da una persona fisica
- una donazione di    100,00 euro da una persona fisica
- una donazione di    300,00 euro da Agraria Cantarelli

Abbiamo donato al monastero 7.000,00 euro

 
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